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Venezuela e America Latina: acontecimientos en pleno desarollo

Giugno 2009

Può risultare cosa non facile tentare di fissare un quadro esaustivo della situazione in Venezuela dato l’alto livello di fluidità con cui si articolano gli avvenimenti non solo in questo paese ma in una vasta area di quella regione geografica, se teniamo conto di quello che sta accadendo in queste ore nelle zone amazzoniche del Perù così come dei ‘clamori dalla Colombia’ che i media imperialisti si guardano bene dal diffondere.

Los acontecimientos en pleno desarollo, per utilizzare una formulazione stilistica di successo del noto giornalista geopolitico venezuelano Walter Martinez nella sua trasmissione Dossier trasmessa sul principale canale pubblico VTV e riproposta continentalmente e internazionalmente su Telesur e su diverse piattaforme in internet - a tal punto di successo che dopo trent’anni circa tale formulazione è stata praticamente plagiata dalla CNN - hanno di certo avuto una accelerazione non indifferente.

Mentre il presidente Chávez annuncia in diretta televisiva che la terra non si può considerare proprietà privata di nessuno ma solo può essere considerata un bene pubblico così come tutte le risorse del sottosuolo, mentre esplicita apertamente che l’obiettivo finale del socialismo è la costruzione di una società senza classi, lo scontro con i media borghesi si intensifica, gli appelli contro l’impunità dei golpisti si incrementano tanto da parte delle organizzazioni popolari che dalle istituzioni del Potere Popolare. Mentre scriviamo altri tentativi di golpe di stato, eversivi e di magnicidio, sono denunciati pubblicamente dal deputato della Asamblea Nacional Mario Isea. Pochi giorni prima, Chávez ha dovuto rinunciare ad essere presente in El Salvador per la investitura ufficiale del nuovo presidente Mauricio Funes, eletto nelle fila del FMLN, il presidente nicaraguense Daniel Ortega aveva denunciato il concretissimo rischio di un attentato all’aereo presidenziale venezuelano con missili terra-aria.

 

Non è certo un caso che il giorno dopo il noto professore Vladimir Acosta, altra voce e volto noto della radio e della televisione pubblica venezuelana, si sia sentito in dovere di mettere in evidenza alcuni aspetti importanti di cui necessita il processo rivoluzionario venezuelano [www.aporrea.org/ideologia/n135611.html] per radicalizzarsi ed approfondirsi; approfittando dell’incontro tra gli intellettuali del socialismo, svoltosi in contemporanea agli avvenimenti suindicati, ha evidenziato la necessità improcrastinabile di costruire una direzione collettiva della rivoluzione socialista, una linea politica chiara ed un partito rivoluzionario e che non sia preso in considerazione soltanto il PSUV nel campo bolivariano e socialista.

 

Tutto ciò rimanda ad altri temi generatori importanti per l’attuale fase nel Venezuela bolivariano; come l’imprescindibilità della formazione ideologica collettiva, della questione della costruzione di sistemi di comunicazione popolari autonomi dal dominio della borghesia e dell’imperialismo nonché dalla sua ideologia necrofila; della conformazione, secondo i principi del protagonismo democratico-partecipativo e popolare, dei consigli delle comuni, consejos comunales, delle comuni socialiste, comunas socialistas, del ruolo della classe operaia e del suo sviluppo, così come, entro altri aspetti, della necessità della preparazione politico-militare di massa, come messo in evidenza da Luis Britto Garcia, [www.aporrea.org/imprime/n135639.html] altro intellettuale di spicco del processo, sintetizzandolo nella formulazione de “l’Esercito che deve farsi Popolo e del Popolo che deve necessariamente farsi Esercito”.

 

Con ogni probabilità, il Venezuela è il paese al mondo che ha avvertito la necessità più di qualsiasi altro, di ricordare con diverse ore di trasmissione gli storici avvenimenti della Comune di Parigi portando la memoria storica di questa esperienza universale attraverso la radio e la televisione nel programma dello stesso professore marxista Vladimir Acosta, La Otra Mirada, destinando inoltre un’intera puntata monografica sulla figura della dirigente comunera anarchica Louise Michel.

 

Nell’ambito della comunicazione comunitaria è interessante inoltre segnalare l’ottima esperienza televisiva delle compagne e dei compagni di CatiaTV di Caracas, con il loro programma di formazione ideologica-politica Escuela de Cuadros, [www.catiatve.org/spip.php?rubrique46] che conta con un collettivo di giovani internazionali ed internazionalisti. Si può apprezzare, tra gli altri, l’importante contributo di Narciso Isa Conde, dirigente comunista dominicano,  sul concetto strategico della combinazione delle diverse forme di lotta [www.catiatve.org/spip.php?article80].

 

Intanto all’Asamblea Nacional si discute la riforma de la Ley de los Consejos Comunales e la ANMCLA, [www.medioscomunitarios.org], Associazione Nazionale dei Media Comunitari Liberi e Alternativi, avanza con la sua lotta per la socializzazione dello spettro radioelettromagnetico al fine di rompere il dominio capitalista sull’etere che, così, come le risorse geostrategiche del sottosuolo e la terra sono da considerarsi un bene pubblico e non privatizzabile.

      

Il concetto di latifondo non solo per la terra ma anche per l’etere, il latifondo mediatico da combattere, è diventato un concetto di dominio pubblico;  con lo slogan 33,3% por ahora si avanza la richiesta di concedere un terzo dell’etere alle trasmissioni popolari e comunitarie [www.medioscomunitarios.org/pag/index.php?id=33&idn=11372] a fronte di un dominio schiacciante attuale di circa un 80% in mano ai privati ed al commerciale.

 

Globovision rappresenta certamente, nella guerra mediatica in corso attualmente in Venezuela, un nemico importante ma non certo l’unico. Vedremo certamente nelle prossime settimane quali saranno gli sviluppi del conflitto sociale e di classe, ovviamente non solo sul piano mediatico.

                                                                                                                                         Ciro Brescia