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L’espulsione di Cuba dall’OEA non ha più effetto

 La 39° assemblea generale dell'Organizzazione degli Stati Americani (OEA) ha lasciato senza effetto, per acclamazione, la risoluzione che ha espulso Cuba da questo organismo nel 1962 a Punta del Este, in Uruguay.

Il testo è stato inizialmente approvato da un gruppo speciale di 10 cancellieri e presentato ai delegati dei 34 paesi membri dal titolare di questo portafoglio dell’Honduras, Patrizio Rodas, nella terza sessione plenaria. Il documento comprende due punti ed il primo stabilisce che la VI Risoluzione adottata il 31 gennaio 1962 nell'Ottava Riunione di Consultazione dei Ministri degli Affari Esteri, mediante la quale si escluse il Governo di Cuba della sua partecipazione nel Sistema Interamericano, rimane senza effetto nell'Organizzazione degli Stati Americani.Il secondo espone che la partecipazione di Cuba nell'OEA sarà il risultato di un processo di dialogo iniziato dal Governo di Cuba e di conformità con le pratiche, i propositi e principi dell'OEA. Nelle sue considerazioni, la risoluzione assicura di riconoscere l'interesse condiviso nella piena partecipazione di tutti gli stati membri ed il desiderio dei cancellieri di stabilire una cornice ampia e rivitalizzante di cooperazione nelle relazioni emisferiche. Secondo il documento, questo spirito di apertura ha caratterizzato lo scorso V Vertice delle Americhe, celebrato a Porto Spagna. Dopo l'approvazione per acclamazione della risoluzione, il presidente dell’Honduras, Manuel Zelaya, il cancelliere Rodas e quelli del Cile, Argentina, Brasile ed altri si sono congratulati per la decisione e sono stati d'accordo a qualificarla come una rettifica saggia e storica.  
Nella sessione si trovava anche il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega. 

Fonte: Prensa Latina